| Ormai sono di triste dominio pubblico le conseguenze disastrose del terribile terremoto del 6 aprile per Paganica, L'Aquila e numerosi territori dell'Abruzzo. Il Monastero Santa Chiara ha subito il crollo del tetto e di altre parti, compresa la Chiesa, rendendo il tutto completamente inagibile.
La struttura era vecchia e aveva bisogno di grossi interventi di restauro, ma le suore, non essendo riuscite ad avere finanziamenti, avevano fatto quanto era possibile lavorando con le loro mani.
Il terremoto, in un istante, ha spazzato via ogni cosa: gli affetti, la casa, la Chiesa, i progetti immediati per il futuro, ma il dolore più grande è stata la perdita di Madre Maria Gemma Antonucci, la badessa del Monastero.
Le suore hanno espresso il loro desiderio di ritornare a Paganica e di lì ripartire per essere una piccola luce che illumina la notte e un seme di speranza: ricostruire proprio quel luogo per il quale la Madre ha dato la sua vita fino in fondo affinché il chicco di frumento, caduto in terra, porti molto frutto e il "vaso di alabastro spezzato" continui a spargere il suo profumo.
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