Le origini del Kenaf

Il kenaf, secondo il Murdoc, fu domesticato nel 3500 a.C. nel Nuclear Mande, una regione agricola dell'Africa Occidentale ove l'agricoltura si sviluppò indipendentemente da quella egiziana. Quest'ultima infatti, a partire dal 5000 a.C., aveva ottenuto le prime specie domesticate, vegetali ed animali, per migrazione dalle regioni collinari dell'Irak Centrale. Se la valorizzazione del kenaf si originò nell'Africa Occidentale a nord dell'equatore, più controversa presso i ricercatori si presenta l'identificazione del centro di origine della specie. Tre sono le aree africane ove si trovano forme selvatiche:

  • le valli superiori del Niger e del Bani: è la zona più vicina al centro di domesticazione;
  • il territorio Angolano, che presenta le specie più primitive. Da qui la specie avrebbe migrato verso oriente per poi rientrare ad occidente, una volta superata la fascia tropicale umida, rappresentante una barriera naturale per le migrazioni dirette nord-sud e/o viceversa;
  • il territorio Tanzaniano: da qui il kenaf sarebbe potuto migrare con direzione sud-occidentale, verso l'Angola e con direzione nord-occidentale, verso il territorio del Nuclear Mande.
Prive di fondamento sono invece le ipotesi di una origine asiatica della specie poiché sul territorio asiatico non esistono specie selvatiche. La migrazione verso l'Asia è avvenuta probabilmente insieme al karkadé per via marittima oppure con le carovaniere attraverso il territorio mesopotamico.
La scoperta in tale area, da parte di una missione archeologica italiana, di manufatti con fibra di kenaf risultati databili al 2400-2800 a.C. sembrerebbe confermare tale ipotesi.

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Fonte: "Il kenaf, non solo una nuova materia prima cellulosica" - G. Mignoni