Le foglie possono essere completamente intere, o profondamente lobate con margini serrati oppure profondamente palmate, tre-cinque-sette palmatosette, alternate, stipulate con stipule libere lateralmente, pubescenti aventi una lunghezza variabile da 0,5 a 0,8 centimetri.
Il picciolo può essere di lunghezza variabile da 3 a 8 centimetri, finemente pubescente sulla superficie superiore oppure setoloso sulla superficie inferiore , rosso o verde, scabroso. La lamina, lobata o non lobata, è caratterizzata da un margine serrato ovato non lobato, con l'apice acuminato, con da 5 a 7 reticolati palmati, talvolta lobato palmatamente con 5 a 7 lobi profondi ciascun lobo lanceolato, a margine serrato, con apice acuto, con una ghiandola verde presente sulla nervatura centrale nella parte inferiore e con la parte superiore glabra e con la superficie inferiore pelosa lunga le nervature, scabrosa.

Come già evidenziato, le foglie del kenaf presentano una larga variabilità nella forma. Si presentano intere, cioè come una singola foglia completamente diversa da quella della canapa o palmate, con il lembo fogliare intero, seppur profondamente lobato. Talvolta, una stessa varietà come ad esempio nel caso della varietà El Salvador, può presentare una mescolanza eterogenea di piante a foglia intera ed a foglia palmata.
L'apice delle foglie è acuminato sia che si tratti di varietà a foglia lobata che di varietà a foglia intera.

Da un punto di vista genetico, il carattere "foglia palmata" è dominante rispetto al carattere "foglia intera". I margini della foglia del kenaf sono di forma molto vicina a quella che presentano le foglie di canapa. Unica differenza, che i margini della canapa sono dentati - cioè provvisti di piccole insenature triangolari uguali o meno - mentre quelli del kenaf sono crenulati, ovvero formati da crenature, ossia denti ottusi od arrotondati.
Le foglie del kenaf sono utilizzate per alimentazione animale ed anche per alimentazione umana in alcune salse della cucina africana ed asiatica.

Pochi sanno che sotto il nome di "Kenaf" un nome di origine persiana, è commercializzato anche il tiglio di un'altra specie, la rosella (Hibiscus sabdariffa var. altissima) coltivata nei paesi tropicali e sub tropicali al di sotto di 8 di latitudine Nord e Sud.
Simile alla rosella è il karkadè (Hibiscus sabdariffa var. edulis) dal quale si ricava la nota bevanda che porta lo stesso nome anche detto "thé rosso".
Negli anni scorsi, per errata importazione di seme è stato importato dal Mali del seme di rosella della varietà THS2 che è stato coltivato nel Meridione d'Italia.
Prove sperimentali d'introduzione del karkadé in Sicilia sono state condotte negli anni '80 nella piana di Milazzo.

Principali differenze rilevabili dall'osservazione delle foglie
Le foglie del kenaf, pur presentando una larga variabilità da intere a lobate tanto da risultare dissimili sulla stessa pianta, se esaminate attentamente evidenzieranno che sono formate da una foglia singola - seppur profondamente lobata - piuttosto che da parecchie lamine fogliari saldate in un punto come per le foglie della canapa.
Le differenze, oltre che dalle foto, sono chiaramente evidenziate nelle figure qui sotto riportate.

Le foglie della canapa, a differenza di quelle del kenaf, sono appiccicaticce al tatto e presentano un colore verde più scuro sulla parte superiore del lembo fogliare. Sebbene anche nel kenaf esista questa differenza fra pagina superiore ed inferiore, nella canapa la differenza è più marcata.